{"id":360,"date":"2026-06-24T07:50:00","date_gmt":"2026-06-24T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/trasparenzaretributiva.eu\/guide\/?post_type=docs&#038;p=360"},"modified":"2026-06-24T07:54:18","modified_gmt":"2026-06-24T06:54:18","password":"","slug":"art-2-decreto-96-2026-a-chi-si-applica","status":"publish","type":"docs","link":"https:\/\/trasparenzaretributiva.eu\/guide\/docs\/art-2-decreto-96-2026-a-chi-si-applica\/","title":{"rendered":"Decreto 96\/2026. Articolo 2. A chi si applica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali datori di lavoro e quali rapporti rientrano nel decreto, chi resta fuori, e perch\u00e9 restare fuori dal decreto non significa restare fuori dalla parit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Si applica ai datori di lavoro\u00a0<strong>pubblici e privati<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Copre il\u00a0<strong>lavoro subordinato<\/strong>, a tempo determinato e indeterminato, pieno e parziale<strong>, comprese le posizioni dirigenziali<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Sono\u00a0<strong>esclusi<\/strong>\u00a0il lavoro domestico e il lavoro intermittente.<\/li>\n\n\n\n<li>Si applica anche ai\u00a0<strong>candidati<\/strong>, ma solo per le finalit\u00e0 informative della fase di selezione (art. 5).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Comma 1<\/strong>Si applica ai datori di lavoro del settore pubblico e privato, per gli aspetti non disciplinati dal diritto nazionale, nel rispetto della normativa dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Comma 2<\/strong>Si applica ai contratti di lavoro subordinato, a tempo determinato e indeterminato, anche se a tempo parziale, comprese le posizioni dirigenziali, con esclusione del lavoro domestico e del lavoro intermittente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Comma 3<\/strong>Per le finalit\u00e0 di cui all&#8217;art. 5, si applica anche ai candidati a un impiego.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1.Datori di lavoro pubblici e privati<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il decreto vincola tanto il settore privato quanto quello pubblico. La formula \u00abper gli aspetti non disciplinati dal diritto nazionale\u00bb introduce per\u00f2 una logica di coordinamento: il decreto opera in via integrativa rispetto alla regolazione nazionale gi\u00e0 esistente, e sempre nel rispetto del diritto dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peso pratico di questa clausola ricade soprattutto sul pubblico impiego, gi\u00e0 densamente regolato da fonti proprie (a partire dal D.Lgs. 165\/2001 e dalla contrattazione di comparto): qui le previsioni del decreto si innestano sul quadro vigente senza sovrapporvisi. Per il datore privato, invece, l&#8217;applicazione \u00e8 piena e diretta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2.I rapporti coperti, e le due esclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rientra l&#8217;intero perimetro del lavoro subordinato: tempo determinato e indeterminato, tempo pieno e tempo parziale. Il dato meno scontato \u00e8 l&#8217;inclusione esplicita delle\u00a0<strong>posizioni dirigenziali<\/strong>. Il dirigente \u00e8 una figura che la legge tiene spesso fuori dalle tutele ordinarie, quindi la sua copertura non era affatto implicita. Il decreto la mette nero su bianco: la trasparenza retributiva arriva fino al vertice dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Restano fuori due tipologie. Il\u00a0<strong>lavoro domestico<\/strong>, che ha un proprio regime (CCNL Lavoro Domestico, datore non imprenditoriale, regole speciali). E il\u00a0<strong>lavoro intermittente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esclusione delimita il decreto, non il principio. La parit\u00e0 retributiva tra uomini e donne non nasce con questo decreto: \u00e8 un principio costituzionale (<strong>art. 37 Cost.<\/strong>) e gi\u00e0 codificato nell&#8217;<strong>art. 28 del Codice delle pari opportunit\u00e0<\/strong>\u00a0(D.Lgs. 198\/2006), che vieta la discriminazione retributiva \u00abper quanto riguarda uno stesso lavoro o un lavoro al quale \u00e8 attribuito un valore uguale\u00bb, la stessa nozione di valore su cui il nuovo decreto costruisce i suoi obblighi. Per il lavoro intermittente, poi, opera gi\u00e0 un principio di non discriminazione dedicato: l&#8217;<strong>art. 17 del D.Lgs. 81\/2015<\/strong>\u00a0impone che il lavoratore a chiamata non riceva, per i periodi lavorati e a parit\u00e0 di mansioni, un trattamento complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello. Ci\u00f2 che il decreto non estende a questi rapporti \u00e8 la propria\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0di trasparenza come obblighi informativi, reporting, valutazione congiunta delle retribuzioni, non il diritto sostanziale alla parit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3.I candidati, ma solo per l&#8217;art. 5<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comma 3 estende l&#8217;applicazione ai candidati a un impiego, ma con un confine preciso: solo \u00abper le finalit\u00e0 di cui all&#8217;articolo 5\u00bb, cio\u00e8 gli obblighi di trasparenza nella fase di selezione. Il candidato non \u00e8 soggetto all&#8217;intero decreto: rientra unicamente nelle regole sull&#8217;informazione retributiva pre-assuntiva, in attuazione della Direttiva (UE) 2023\/970. L&#8217;effetto pratico \u00e8 che il perimetro degli obblighi del datore non parte dall&#8217;assunzione, ma dall&#8217;annuncio e dalla selezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Mappare l&#8217;organico per tipologia contrattuale: quasi tutto il subordinato \u00e8 dentro, dirigenti e part-time inclusi.<\/li>\n\n\n\n<li>Isolare i contratti domestici e intermittenti come fuori dal decreto, senza dedurne che siano fuori dagli obblighi di parit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li>Ricordare che il perimetro inizia in selezione: gli obblighi verso i candidati (art. 5) scattano prima del contratto.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Punti aperti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esclusione del lavoro intermittente non \u00e8 neutra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un contratto spesso marginale, ma anche esposto e, per fasce d&#8217;et\u00e0 e settori, non distribuito in modo neutro rispetto al genere. Tenerlo fuori dalla macchina di trasparenza significa che reporting e mappature retributive del decreto non faranno emergere eventuali divari su quei rapporti, pur restando attivo il divieto sostanziale (art. 17 D.Lgs. 81\/2015). Se sia una scelta di proporzionalit\u00e0 o una falla di perimetro \u00e8 una questione legittimamente aperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La somministrazione, invece, non \u00e8 esclusa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il somministrato \u00e8 lavoratore subordinato dell&#8217;agenzia, quindi rientra nel campo di applicazione. Ma la politica retributiva \u00e8 governata dall&#8217;utilizzatore. Questa scissione (datore formale da un lato, soggetto che determina di fatto le condizioni retributive dall&#8217;altro) apre la domanda su chi debba reggere l&#8217;analisi di parit\u00e0 e gli obblighi di trasparenza. Un punto da seguire nell&#8217;applicazione concreta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti normativi<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>D.Lgs. 96\/2026, art. 2 (ambito di applicazione); art. 5 (candidati e selezione)<\/li>\n\n\n\n<li>Direttiva (UE) 2023\/970<\/li>\n\n\n\n<li>D.Lgs. 198\/2006 \u2014 Codice delle pari opportunit\u00e0, art. 28 (divieto di discriminazione retributiva)<\/li>\n\n\n\n<li>D.Lgs. 81\/2015, art. 17 (principio di non discriminazione \u2014 lavoro intermittente)<\/li>\n\n\n\n<li>Costituzione, art. 37<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/trasparenzaretributiva.eu\/guide\/docs\/art-1-dlgs-96-2026-oggetto\/\">L&#8217;articolo 1<\/a> ha definito a cosa serve il decreto. L&#8217;articolo 2 ne fissa il perimetro: chi \u00e8 dentro, chi \u00e8 fuori, e da quando. Resta da vedere come quel perimetro regge alla prova dei rapporti di confine come somministrazione e intermittente in testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Istruzioni per l&#8217;uso del D.Lgs. 96\/2026<\/strong>&nbsp;\u2014 Articolo 2 di 17<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autore:\u00a0<a href=\"https:\/\/trasparenzaretributiva.eu\/guide\/contatti\/\">Alessandro Romeo<\/a>\u00a0Consulente del Lavoro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali datori di lavoro e quali rapporti rientrano nel decreto, chi resta fuori, e perch\u00e9 restare fuori dal decreto non significa restare fuori dalla parit\u00e0. In sintesi Il testo Comma 1Si applica ai datori di lavoro del settore pubblico e privato, per gli aspetti non disciplinati dal diritto nazionale, nel rispetto della normativa dell&#8217;Unione europea. 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