La valutazione congiunta è la procedura attraverso cui il
datore di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori analizzano insieme le cause
di un divario retributivo di genere rilevante e concordano misure correttive. È
disciplinata dall'articolo 9 della direttiva (UE) 2023/970 e dall'articolo 9
dello schema di decreto legislativo italiano.
Quando scatta l'obbligo
La valutazione congiunta è obbligatoria quando i dati sugli
indicatori del divario retributivo evidenziano che il divario medio di genere
in una o più categorie di lavoratori supera il 5% e tale differenza non può
essere giustificata da criteri obiettivi e neutri rispetto al genere. Il
superamento della soglia attiva automaticamente l'obbligo, senza necessità di
una richiesta da parte dei lavoratori.
Come si svolge
• Il datore di lavoro convoca i rappresentanti dei
lavoratori comunicando i dati sugli indicatori
• Le parti analizzano congiuntamente le cause del
divario: segregazione occupazionale, criteri di progressione, composizione
delle componenti variabili della retribuzione
• Vengono individuate misure correttive con tempi e
responsabilità definiti
• I risultati della valutazione e le misure concordate
devono essere documentati
Documentazione e accesso alle metodologie
L'articolo 9, paragrafo 6, della direttiva prevede che i
rappresentanti dei lavoratori abbiano accesso alle metodologie applicate dal
datore di lavoro nell'elaborazione dei dati. Questo obbligo — non recepito
esplicitamente nello schema di decreto italiano — è fondamentale per rendere la
valutazione congiunta realmente informata e non meramente formale.