La progressione economica è il meccanismo attraverso cui la
retribuzione di un lavoratore aumenta nel tempo all'interno della stessa
posizione o categoria di inquadramento, in virtù di criteri predefiniti. Si
distingue dalla progressione di carriera, che implica un avanzamento verso
ruoli di maggiore responsabilità.
Tipologie di progressione economica
• Scatti di anzianità: aumenti automatici previsti dal
CCNL al raggiungimento di determinati anni di servizio
• Aumenti di merito: incrementi retributivi legati alla
valutazione della performance individuale
• Progressioni orizzontali: previste nei contratti del
pubblico impiego per premiare le professionalità acquisite senza cambio di
qualifica
• Aumenti contrattuali: incrementi legati al rinnovo del
CCNL, applicati uniformemente a tutti i lavoratori della categoria
Obbligo di trasparenza sui criteri
L'articolo 6 del decreto di recepimento della direttiva (UE)
2023/970 obbliga i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti a rendere
accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per determinare non solo le
retribuzioni, ma anche le progressioni economiche. L'obiettivo è garantire che
i criteri di avanzamento siano trasparenti, oggettivi e non discriminatori
rispetto al genere.
Progressione economica e gender pay gap
Uno dei fattori che contribuisce al divario retributivo di
genere nel corso della vita lavorativa è la minore progressione economica delle
donne rispetto agli uomini, spesso correlata a interruzioni del percorso
professionale per ragioni di cura. La normativa impone che i criteri di
progressione siano verificabili e applicati in modo uniforme, indipendentemente
dalla storia contrattuale del singolo lavoratore.
Documentazione necessaria
I datori di lavoro devono predisporre e mantenere aggiornata
la documentazione sui criteri di progressione economica, rendendola accessibile
su richiesta. La sua assenza o opacità può essere un elemento indiziario
rilevante in caso di contestazione discriminatoria.