Il Full-Time Equivalent (FTE), o equivalente a tempo pieno, è
un'unità di misura che normalizza i dati relativi alla forza lavoro convertendo
ogni posizione lavorativa — indipendentemente dall'orario contrattuale — in una
frazione dell'orario a tempo pieno. Un lavoratore a tempo pieno vale 1 FTE; un
lavoratore part-time al 50% vale 0,5 FTE.
Formula di calcolo
FTE = ore lavorate settimanalmente dal lavoratore ÷ ore
settimanali dell'orario contrattuale a tempo pieno del CCNL applicato
Esempio: se il CCNL prevede 40 ore settimanali e un dipendente
lavora 20 ore, il suo FTE è 0,5.
Perché l'FTE è indispensabile nell'analisi del divario retributivo
Confrontare le retribuzioni di lavoratori con orari diversi
senza normalizzare i dati produce risultati distorti. Una lavoratrice part-time
a 20 ore guadagna meno in termini assoluti di un collega a 40 ore, ma questo
non indica necessariamente un divario discriminatorio. Convertire le
retribuzioni in RAL FTE — ossia la retribuzione annua lorda che il lavoratore
percepirebbe se lavorasse a tempo pieno — consente confronti corretti tra
posizioni con orari differenti.
FTE e indicatori dell'articolo 9
Il calcolo degli indicatori del divario retributivo previsti
dall'articolo 9 della direttiva richiede che le retribuzioni siano comparate su
base omogenea. L'utilizzo dell'FTE come unità di normalizzazione è necessario
quando la forza lavoro include una quota significativa di lavoratori a tempo
parziale, categoria in cui le donne sono storicamente sovrarappresentate.
FTE e segregazione occupazionale
La distribuzione dei lavoratori a tempo parziale per sesso è
uno degli indicatori dell'articolo 9. Un'alta concentrazione di donne nei
contratti part-time può essere essa stessa un segnale di discriminazione
strutturale, indipendente dalla retribuzione oraria.
Riferimento normativo: Art. 9, Direttiva (UE) 2023/970; Art. 9, D.Lgs. di
recepimento